Parchettificio Forest per VILLA VITTORIA a Montebelluna
Nel centro di Montebelluna, in provincia di Treviso, una residenza privata interpreta il tema dell’abitare contemporaneo attraverso ambienti ampi e luminosi, caratterizzati da un linguaggio architettonico essenziale e da una particolare attenzione alla scelta dei materiali.
Il progetto, curato dall’architetto Dario Maggiolo, nasce da un intervento di restauro conservativo introducendo allo stesso tempo una rilettura contemporanea capace di instaurare un dialogo equilibrato tra memoria storica e linguaggio attuale.
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda la ridefinizione dell’ampliamento realizzato negli anni Sessanta, che è stato eliminato e ripensato in chiave contemporanea. L’obiettivo era creare un contrasto consapevole tra la parte storica, di matrice liberty, e il nuovo volume, valorizzando entrambe le anime dell’edificio: quella originaria e quella più recente.
Gli spazi interni si sviluppano secondo una sequenza fluida che mette in relazione ingresso, zona living e area pranzo, definendo un ambiente domestico dove la qualità delle superfici gioca un ruolo determinante nella percezione complessiva degli interni.
Elemento centrale del progetto è il pavimento in legno realizzato da Parchettificio Forest, protagonista della composizione degli interni e capace di accompagnare lo sviluppo degli ambienti creando continuità visiva e coerenza materica. Il parquet diventa così una vera e propria struttura compositiva dello spazio, in dialogo con gli altri materiali presenti, dalle superfici lapidee alle pareti rivestite in doghe lignee, fino agli arredi dal disegno contemporaneo.
La scelta è ricaduta su un rovere termocotto di prima scelta, sviluppato e realizzato da Parchettificio Forest, posato secondo il disegno della spina francese con taglio a 45°. Una soluzione che reinterpreta in chiave attuale uno dei motivi più classici della tradizione del parquet. La geometria della posa crea un ritmo visivo dinamico che accompagna lo sguardo lungo gli ambienti e contribuisce a valorizzare la profondità degli spazi, diventando un segno grafico discreto ma riconoscibile.
Nel grande living il pavimento in legno si estende sotto la scala che conduce al piano superiore, integrandosi con la palette cromatica neutra degli interni e con la luce naturale che filtra dalle ampie superfici vetrate. La tonalità intensa del parquet introduce una dimensione materica capace di bilanciare la pulizia delle superfici architettoniche e degli arredi contemporanei.
Il disegno della spina francese prosegue verso la zona pranzo, dove il parquet si accosta a una parete in pietra dalle venature marcate e a elementi verticali in legno che scandiscono lo spazio. Il dialogo tra superfici differenti genera un equilibrio raffinato tra matericità e rigore compositivo.
La scelta della posa è stata guidata da una riflessione progettuale precisa. Come ci ha spiegato l’architetto Maggiolo, la spina francese richiama la tradizione dei pavimenti delle abitazioni liberty — coerentemente con il carattere originario dell’edificio, dove erano presenti anche stufe di questo periodo — ma è stata reinterpretata con un approccio contemporaneo. La posa è stata volutamente mantenuta essenziale, senza cornici o bordature, in sintonia con il linguaggio moderno degli interni.
Il materiale scelto è un rovere sottoposto a trattamento di termocottura, un processo che modifica il legno in profondità attraverso l’azione del calore. Questa lavorazione consente di ottenere una colorazione uniforme su tutto lo spessore della tavola e di eliminare le tonalità più gialle tipiche del rovere naturale, restituendo al materiale una sfumatura calda e profonda.
Nel progetto la scelta del legno è stata particolarmente ricercata: il rovere affumicato è stato selezionato per valorizzare la dimensione materica della superficie e rendere percepibile la presenza autentica del legno. Il colore scuro del pavimento contribuisce inoltre a rafforzare l’eleganza degli ambienti e a creare armonia con le altre scelte cromatiche della casa, in dialogo con marmi e superfici lapidee.
La termocottura genera inoltre un effetto naturale e dinamico: ogni doga reagisce alla luce in modo leggermente diverso, creando una superficie vibrante che attraversa tutti gli ambienti della casa, dalla zona giorno alla zona notte. Il risultato è una superficie che unisce valore estetico e qualità tecnica, capace di inserirsi con naturalezza in un progetto contemporaneo senza rinunciare alla dimensione artigianale propria del parquet, espressione della competenza produttiva di Parchettificio Forest.
Fondata nel 1964, Parchettificio Forest rappresenta oggi una realtà che ha saputo tramandare nel tempo la propria passione per il legno, arrivando alla terza generazione. L’azienda opera nel territorio ai piedi del Monte Grappa, un’area ricca di storia e cultura che comprende località come Asolo, Possagno, Bassano del Grappa e Marostica, luoghi che nel tempo hanno ispirato figure di primo piano della cultura italiana come Antonio Canova, Andrea Palladio ed Eleonora Duse. All’interno di questo contesto, Forest porta avanti una tradizione che unisce lavorazione artigianale e attenzione alla qualità delle materie prime. Il legno utilizzato proviene da foreste a gestione controllata e ogni fornitura è accompagnata da certificazioni che attestano provenienza, conformità alle normative europee e produzione 100% Made in Italy, a garanzia di un processo produttivo attento sia alla qualità del prodotto sia alla sostenibilità.






