INFORMALE: alla MDW, la materia che trascende forme definite

Azimut Design, Costantino Gucci e Francesco Doria Lamba, sotto la curatela di Riccardo Benedini, presentano un percorso concettuale che trasforma la luce e la materia in strumenti di introspezione, tra superfici specchianti, trasparenze vibranti e frammenti di immagine.
"Informale”, questo il titolo del concept, richiama la libertà espressiva e la capacità della materia di trascendere forme definite. Non c’è una struttura rigida, non c’è un confine netto tra arte e design, tra luce e materia, tra immagine e percezione. Come nell’arte informale, le opere si sottraggono a una classificazione univoca e si aprono a molteplici interpretazioni, invitando il pubblico a un’esperienza immersiva.
In questa dimensione di libertà espressiva, anche l’olfatto diventa protagonista con "Profumo Informale", una fragranza concepita dalla fragrance designer Nuria du Chêne de Vère appositamente per il progetto. Un viaggio olfattivo che dissolve le etichette tradizionali e invita a un'interazione intima e personale con lo spazio e le opere in mostra. Come “capsula” per la fragranza, Nuria du Chêne de Vère sceglie il vaso profumatore Hōra del designer Maurizio Bergo (Laboratorio).
Ad ospitare il progetto è Voghera 14, uno spazio inedito per il Fuorisalone. Un hub poliedrico appena inaugurato nel cuore pulsante del quartiere Tortona. Qui l’esperienza di professionisti della comunicazione si unisce alla creatività di artisti, artigiani e designer, dando vita a progetti "tailor made" e collaborazioni nei settori dell’arredo, della moda e del lifestyle. Lo spazio, incorniciato da una splendida corte tipica delle case di ringhiera milanesi, si articola in diversi ambienti e si apre con una vetrina su Via Cerano, favorendo un dialogo tra interno ed esterno, tra intimità e vitalità urbana.
Le opere in mostra
Azimut Design presenta “Eterea”, una collezione che traduce la quiete della rifrazione luminosa in complementi d’arredo dal fascino sospeso: superfici vive, mutevoli alla luce e al tatto, evocando un’esperienza meditativa tra trasparenza e solido riflesso.
I due paraventi si ergono come pagine sottili di un diario di luce e ombra, ritagli di carta ghiacciati sospesi nell’aria. La loro superficie alterna lati lucidi e satinati, catturando la luminosità dell’ambiente e frammentandola in bagliori vibranti, che si diffondono delicatamente nello spazio.
La panca bassa, lunga due metri, è una soglia tra il reale e l’immateriale: un volume solido eppure impalpabile, che riflette il mondo circostante mentre accoglie il visitatore in un momento di pausa e contemplazione.
La console, sottile e raffinata, si sviluppa come un’installazione funzionale, un piano che galleggia tra riflessi e trasparenze, amplificando la luce che l’attraversa e la diffonde con grazia negli interni. I complementi d’arredo Eterea sembrano frammenti di luce solidificata che non occupano lo spazio, ma lo svelano: si fondono nell’ambiente restituendogli una dimensione poetica, fatta di silenzi luminosi e riflessi che parlano alla mente e all’anima. Sono superfici vive, da esplorare con le mani, mutevoli a ogni contatto. Ogni gesto si fa scoperta, un viaggio sensoriale tra luce e consistenza, dove i confini tra percezione visiva e tattile si dissolvono, lasciando spazio alla meraviglia di un’esperienza intima e meditativa.
Costantino Gucci, con la serie “Portali”, ridefinisce il confine tra realtà e illusione. Le sue opere, in vetro e specchio, dissolvono il riflesso in un gioco di transizioni fluide, come la superficie increspata dell’acqua, trasformando la percezione in un’esperienza dinamica e immersiva.
L’artista e designer Francesco Doria Lamba approfondisce il concetto di macchia come strumento di frammentazione dell’immagine. Per l’artista, la macchia è una metafora della percezione: un processo dinamico e in continua evoluzione, in cui l’immagine non è un’entità statica e compiuta, ma un mosaico di frammenti in costante trasformazione. In questo contesto, la macchia non è un difetto né un’alterazione, ma un’apertura che svela la complessità e l’ambiguità del reale, invitando l’osservatore a scoprire i molteplici strati di significato nascosti dietro una superficie apparentemente uniforme.
In collaborazione con Costantino Gucci presenta la serie “Macchie e Frammenti”, dove il confine tra arte e design è fluido: l’arte esprime, il design funziona. Ma cosa succede quando un oggetto sfida questa distinzione? Specchi che frammentano il riflesso, tappeti troppo belli per essere calpestati, quadri che escono dai loro limiti tradizionali per diventare superfici vive, interattive, capaci di coinvolgere lo spettatore. Più che oggetti, sono frammenti di pensiero materializzati, capaci di abitare sia lo spazio fisico che quello mentale. A supportare i due designer è Sirecom, azienda che dal 1976 si distingue nella produzione di tappeti completamente personalizzati e su misura.
Le opere in mostra si intrecciano in un percorso fluido, dove ogni elemento amplifica e ridefinisce la percezione dell’altro.