Delfina Design firma l’interior di Villa Romboli

La storica dimora liberty affacciata sul porto di Marina di Pisa è stata recentemente oggetto di un’importante ristrutturazione, in accordo con la Sopraintendenza.

Dopo oltre 100 anni, Villa Romboli ritorna agli antichi fasti. La storica dimora liberty è stata recentemente oggetto di una importante ristrutturazione in accordo con la Sopraintendenza, per preservarne l’elevato valore storico e salvaguardarne gli elementi strutturali e decorativi originali.

Affacciata su Bocca d’Arno, il porto turistico di Marina di Pisa, la Villa che accolse Gabriele D’Annunzio e la musa Eleonora Duse ospita oggi gli uffici vendite e una caffetteria per gli ospiti di Marina Development Corporation, società immobiliare di riqualificazione di destinazioni turistiche legate ai maggiori porti del Mar Mediterraneo, in chiave sostenibile.

Progetto corale, il restauro è stato sostenuto da Marina Development Corporation, il ripristino dell’architettura è stato seguito dallo studio Pierattelli Architetture, mentre l’interior porta la firma di Delfina Design, studio boutique con sede a Dubai e guidato dall’architetto italiano Delfina Cortese.

Immersa in un grande parco privato, Villa Romboli si sviluppa su due livelli: il piano terra, con doppio affaccio all’esterno, ospita le aree di accoglienza clienti con reception, sale d’attesa e un bar comprensivo anche di lounge interna ed esterna. L’apertura di alcune pareti fra le differenti stanze ha permesso di creare un ambiente unico, privo di interruzioni visive, in cui il passaggio diventa fluido e naturale. Anche al primo piano, invece, sono state mantenute le pareti originali e la distribuzione degli spazi, utili per la creazione di una sala riunioni, uffici privati e in co-working, stanze di servizio.

Data la nuova destinazione d’uso della Villa, la filosofia progettuale alla base dell’intero processo di riqualificazione e ristrutturazione ha così costruito un nuovo equilibrio fra gli elementi originali e il fascino storico-artistico dell’edificio da preservare e le necessarie funzionalità e caratteristiche operative di un ambiente di lavoro contemporaneo e aperto al pubblico. Le pavimentazioni originali, le pareti e soffitti affrescati, i portoni interni in legno sono stati salvaguardati e mantenuti, per quanto possibile date le precarie condizioni originarie, e il progetto di interior non vi si sovrappone, ma si accosta con grande delicatezza e rispetto.

Delfina Design ha operato senza sovraccaricare l’involucro di dettagli, l’interior è equilibrato e risolto in minimi segni: è la struttura originale la protagonista che dialoga con il contesto e i visitatori. Secondo questa filosofia, alcune parti della pavimentazione replicano quelle storiche, con cementine dai classici formati esagonali e romboidali di fattura contemporanea; l’illuminazione è invece risolta con elementi a parete per preservare gli le volte affrescate o con punti luce a gradino – anziché a parete – per la scala centrale, e infine con sistemi a binario da pavimento a soffitto per enfatizzare i dettagli architettonici senza lavori di muratura. Pannellature freestanding con rivestimento personalizzato in argilla e pattern decorativo astratto si fondono con gli affreschi esistenti senza strappi, e creano delle quinte funzionali, utili all’alloggiamento di schermi o mensole. Il medesimo rivestimento arricchisce anche le porte scorrevoli che dividono gli ambienti del piano terra senza separarli, mentre al primo livello si è optato per porte a battente con decoro geometrico minimal ispirato alle decorazioni delle volte, in perfetta continuità. L’interior curato da Delfina Design è esito non solo dell’involucro ospitante, ma anche del contesto in cui lo stesso si inserisce, e vi si innesta con ingerenze eleganti e controllate che aiutano a creare il mood complessivo arricchendo gli ambienti di dettagli preziosi.

Il bancone della reception, in coppia con quello del bar, ne è un chiaro esempio: scavato da un unico blocco di travertino, di 2,8 tonnellate, diviene il centro focale dello spazio che lo ospita.

Su progetto originale dell’arch. Delfina Cortese, la pietra è sagomata per inserirsi perfettamente nel layout e mantiene un lato grezzo che richiama il gemello atto alla preparazione e presentazione di cocktail e aperitivi della zona bar. Due sculture imponenti in pietra che mantengono la propria individualità ma contemporaneamente si fondono con il circostante. Anche il bancone della caffetteria, costituito da due blocchi indipendenti e accostati funzionali alle attività di preparazione e servizio, qualifica l’intero ambiente arricchito esclusivamente da un sistema di mensole a binari, dalla struttura essenziale, accostato alle pareti che ne costituiscono il fondale.

Poltroncine in tonalità chiara e coffee table in legno di noce completano l’interior e richiamano i dettagli lignei dei blocchi di travertino e i complementi d’arredo scelti per la lounge. Il legno di noce e la pietra naturale, uniti a finiture in argilla, divengono così il fil rouge che unisce i differenti ambienti, e definiscono la scelta contemporanea ma sofisticata dell’interior.

I servizi, presenti su entrambi i piani, giocano su volumi netti e geometrici, con la pietra locale Grigio di Pisa abbinata a quinte con rivestimento in argilla. Il locale dispensa del primo e secondo livello, replica l’impiego della pietra locale, qui a pavimento, e importanti armadiature a tutta altezza in legno di Noce. Al secondo piano l’ampio tavolo riunioni e le scrivanie degli uffici sono proposti nella medesima essenza lignea, per una perfetta consonanza di materiali, tonalità e stile.

“Villa Romboli è un progetto stratificato, del passato che evolve, mantenendosi fedele a sé stesso, e incontra il futuro” commenta Delfina Cortese, founder di Delfina Design, che prosegue “La storia della Villa, l’elevato valore storico-artistico e la ricchezza delle finiture e dettagli architettonici accolgono la nuova destinazione d’uso, la trasformazione da luogo di villeggiatura a pubblico e le necessarie modifiche strutturali ad uso office. Il mio interior vuole sottolineare proprio questa dualità di anime e di epoche, e la possibilità concreta che coesistano in armonia senza che ne sia minimizzato il retaggio storico né che ne risenta la funzionalità e il posizionamento del nuovo proprietario”.

Ph Andrea Martiradonna